venerdì 27 febbraio 2026

POESIA DAL TITOLO: "Diego"

POESIA DAL TITOLO:  "DIEGO"


Si chiama Diego

cerca un posto dove andare

forse la montagna

forse sabbia e mare


Dove vive c’è degrado

furti spaccio polizia

non è più un luogo sicuro

lui vorrebbe andare via


Fa il gommista da Luigino

lo stipendio non è alto

per tirare fine del mese

si esibisce su di un palco


Ha vent’anni lavora e sogna

immagina la sua futura vita

dappertutto e via di lì

cerca una via d’uscita


Prende la valigia e va

sembra tutto ben più bello

ha già lui fatto domanda

da un gommista a Maranello


Per Diego inizia una nuova vita

lo ha capito ad un raduno

da quel momento sognerà

di cambiar gomme in Formula Uno.


Marino D’Isèp © copyright Febbraio 2026



POESIA DAL TITOLO: "La vita mia"

 

POESIA dal titolo:

La vita mia”


Battito lento

mi passo il tempo

tivù radio canzoni

un ragù coi tortiglioni


Poi un giro in bicicletta

fatto tutto senza fretta

il paese scorre intorno

stanco stufo a casa torno


La mia porta apro piano

ti rivedo sul divano

prima scherzo poi sorrido

era questo il nostro nido


Mi lasciasti in primavera

tutto è ancora come era

farebbe parte del passato

non mi sono rassegnato


Farei tutto per riaverti

ma non so dove cercarti

girerò anche di notte

forse prenderò le botte


Non mi importa proprio niente

io ti amavo grandemente

sei sparita andata via

tu per me eri...


la vita mia.


Marino D’Isèp © copyright Febbraio 2026


domenica 22 febbraio 2026

POESIA DAL TITOLO "ATTRAVERSO"

Poesia dal titolo  "ATTRAVERSO" 



Salgo piano la stradina
sotto le suole la ghiaia stride
Sono cresciute selvagge piante
La intravedo e mi avvicino

Guardo attraverso
un'antica finestra inferriata
l'occhio sul mondo di una vecchia stalla abbandonata

Una falce arrugginita
Un rastrello sdentato
Una botte impolverata
Un cesto sfondato

Proprio in fondo
riposa una vecchia falciatrice

Ciò che di terreno rimane
di una laboriosa anima felice.

Marino D'Isèp © copyright Febbraio 2026


POESIA DAL TITOLO: " BULLO"

 Poesia dal titolo  "BULLO"



Lanciami in aria
volerò

Schiacciami a terra
mi risolleverò

Prendimi a pugni
non sanguinerò

Buttami in acqua
non mi bagnerò

Prendimi in giro
non abboccherò

Attaccami sui social
di sane parole ti coprirò

Dammi dell'idiota
il contrario ti dimostrerò

Parla male di me con le ragazze
con i fatti agirò

Tu finirai gli argomenti
io ancora ne avrò

Rimarrai quello che sei

io invece crescerò.

Marino D'Isèp  © copyright  Febbraio 2026





mercoledì 4 febbraio 2026

RACCONTO DAL TITOLO: "IL CAPPELLO"

 

RACCONTO DAL TITOLO: “IL CAPPELLO”



Gigi continuava a desiderare un cappello, non un cappello qualsiasi ma                  Il cappello”, che lo completasse come ultimo importante suo tassello.                 Le scarpe che calzava, sempre lucide, erano indispensabili, così come i calzini di cotone lunghi, dei quali ne aveva cassetti così pieni da non ricordare quanti ne possedesse, ed i suoi pantaloni rigorosamente blu e con la piega si accompagnavano a dei pullover in tinta unita, che lasciavano scoperti i polsini ed i colletti delle sue camicie a righe che giornalmente indossava, ma nessuno dei suoi capi che metteva era per lui fondamentale come “Il cappello”.                                   A seconda delle stagioni sfoggiava abbigliamenti diversi, d’estate si metteva ogni tanto un cappellino con visiera e d’inverno un berretto di lana, ma erano sempre accessori provvisori in attesa del tanto agognato e definitivo copricapo.         Quando Gigi passeggiava per il centro città osservava sempre i cappelli           degli altri uomini, facendo poi le sue personali considerazioni.                                   Non tutti gli altri uomini avevano il cappello: qualcuno non lo aveva mai avuto, altri lo avevano avuto ed ora non più, qualcuno invece lo rifiutava.                                  In città c’erano dei posti ben conosciuti, dove se un uomo aveva un po’ di coraggio sarebbe potuto entrare a cercare il cappello della giusta foggia e della giusta taglia, ma Gigi coraggioso non era, anzi, era sempre pieno di dubbi e di domande e ciò gli precludeva l’ingresso. Lui rimaneva fuori a media distanza, per non dare nell’occhio, e intanto guardava attraverso le vetrate.                          All’interno c’era sempre movimento e a volte intravedeva quello che poteva essere il cappello giusto per lui, ma ahimè egli si limitava solamente ad osservare per poi ritornarsene a casa mestamente, e rimuginando sulla sua inguaribile mancanza di intraprendenza. Gigi viveva solo, la sua vita era regolare ed ordinata, la sua condotta socialmente irreprensibile e quel suo desiderare un cappello per sentirsi finalmente appagato lo portò a considerare altri copricapi, come il colbacco, il sombrero, il basco, il fez… ma una volta provati ritornava sempre sui suoi passi.    Si rivolse altresì ad un’agenzia specializzata, che gli propose una serie di cappelli: a tesa larga, da cowboy, classici, moderni, bianchi, a bombetta, a tuba… Niente da fare, Gigi non si accontentò mai delle proposte fattegli.               Un giorno però le cose cambiarono ed un cappello che non aveva mai considerato, visto al mercato, una volta preso in considerazione gli parve quello giusto: il colore era quello di tanti altri, la forma era leggermente diversa dalla sua preferita, però sentiva che quel cappello era compatibile con la sua personalità, quindi mise da parte gli indugi e fece di tutto per averlo, riuscendoci.                                                       Gigi si sentì felice come non mai, pensava ormai di aver perso ogni speranza, invece, in quel mercato, il destino gli venne incontro ed ora lui, che aveva dopo lunga attesa trovato “Il cappello”, si sentiva finalmente una persona realizzata, perché aveva trovato l'amore.


Marino D’Isèp © copyright Febbraio 2026