Racconto breve
“MARIETTO”
Marietto quando era
rimasto vedovo aveva venduto l’appartamento che aveva ospitato lui
e la moglie per tanti anni, ed aveva acquistato un appartamentino
vicino al parco del paese, dove da un lustro viveva solo.
Il
parco gli dava la possibilità di uscire giornalmente a fare due
passi e prendere aria.
Di solito si sedeva su di una panchina
d’angolo e osservava gli uccellini cercare del cibo, oltre che
guardare divertito i giochi dei bambini che in ogni stagione fruivano
sia del parco sia delle attrezzature.
Marietto era preso
dall’entusiasmo quando i ragazzini più grandi formavano due
squadre e giocavano a pallone nel campetto da calcio.
Egli
stesso era stato da ragazzo un giocatore di football amatoriale, e
guardando le partitelle di quei giovani un poco si immedesimava ed un
poco si esaltava, soprattutto quando vedeva una bella
giocata.
Avrebbe dato anche volentieri un calcio al pallone, ma
l’occasione non si era mai presentata.
Quel giorno però
l’occasione arrivò.
Un ragazzo calciò forte la palla che
andò a sbattere su uno dei pali di una porta, e rimbalzò proprio in
direzione del pensionato.
Il pallone stava arrivando, perciò
Marietto si preparò:
si alzò in piedi, guardò bene la palla,
si concentrò, e quando la sfera bianca e nera fu alla sua portata
sferrò un calcione col piede destro, mancando clamorosamente il
pallone.
Marietto volò in aria con la gamba destra
perpendicolare al terreno, poi ricadde pesantemente a terra di
schiena.
Non un lamento uscì dalla sua bocca quando le persone
lì attorno gli chiesero conto di come stesse, nel mentre lo aiutavano
a rialzarsi.
“Niente paura” disse lui “Ci sono abituato,
sono stato un calciatore da giovane”.
Una volta in piedi si
ripulì gli abiti alla meglio, ringraziò tutti per l’interessamento
e se ne andò a passo svelto.
Uscito dal parco e svoltato
l’angolo si girò per essere sicuro di non essere visto, quindi si
distese a terra.
Dopo un paio di minuti una signora che passava
di lì si accorse di lui e si chinò per sincerarsi delle sue
condizioni.
Marietto respirò con delicatezza, e poi con un filo
di voce disse :”Signora, chiami un’ambulanza per pietà, credo di
essermi fratturato un paio di costole”.
Marino D’Isèp © copyright ottobre 2024