giovedì 21 marzo 2024

UN COMPONIMENTO DAL TITOLO: "PIANO BAR"

 

PIANO BAR”


Sono un pianista

di piano bar

con tutti i miei studi

son finito qua


In un locale che inizia a mezzanotte

e alle coppie apre sempre le porte

qui ci vengono tanti amanti

pagano sempre e solo in contanti


Chiedono pezzi del mio repertorio

li suono d’impegno è il mio lavoro

si parlano vicino si baciano anche

non vogliono perdere neanche un istante


Il cameriere fa il suo mestiere

la sua memoria ora va ora viene

con le mance che prende deve dimenticare

le coppie che vede le deve scordare


Dopo alcuni balli lenti

sono tutti molto contenti

le donne corteggiate

si sentono lusingate


Il marito probabilmente è peggio dell’amante

per quell’uomo ormai non provano niente

chissà dov’è quel povero fesso

che ha il matrimonio ormai dentro al cesso



E quegli uomini senza fede al dito

decine di volte la moglie han tradito

lei ignara lo crede via per lavoro

invece indossa una testa di toro


Io suono il piano e canto per loro

il mondo intanto va avanti da solo

non è la vita che avevo pensato

un poco alla volta mi sono adattato


Dalle mie dita escono note

gli applausi mi dicono che sono apprezzate

uomini e donne stretti stretti ballano

e sulle mie note forse anche    si amano.


Marino D’Isèp © copyright Marzo 2024


sabato 16 marzo 2024

LA SIGNORA COL CAGNOLINO

 

LA SIGNORA COL CAGNOLINO”



C’era una volta una signora

che era una stimata persona

abitava in un condominio

ed aveva appena preso un nero cagnolino


Quando la signora non c’era

il cagnolino abbaiava da mattina a sera

i condòmini all’inizio sopportarono

ma poi tutti assieme si arrabbiarono


Andarono quindi alla sua porta

e le chiesero di fare qualcosa

la donna disse vedrò cosa posso fare

ma il cagnolino continuò ad abbaiare


Gli inquilini tornarono a bussare

e la donna li fece entrare

poi disse loro di guardare il suo “Bisto”

questo cagnolino è meglio di Gesù Cristo


Lo venne a sapere il sacerdote della zona

chiese quindi chi fosse la persona

una volta confermata la blasfemia

sollevò il telefono della sacrestia


Parlò così con chi di dovere

e risuonarono presto le sirene

la signora fu condotta in un posto

e fu così separata da “Bisto”


I condòmini si sentirono sollevati

dal problema che li aveva a lungo angustiati

se la signora avesse risolto la questione

non indosserebbe ora la camicia di contenzione


Il prete andò a trovare la signora battezzata Assanta

e la spruzzò completa con dell’acqua Santa

lei disse che non era necessario perché aveva già il suo “Bisto”

e quel nero cagnolino era più Santo del Gesù Cristo.


Ogni riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti

è puramente casuale


Il senso di questa satira fa riferimento alla frase pronunciata da Papa Francesco durante un'udienza,

il quale riferendosi al moderno rapporto della società verso gli animali disse:

"Non bisogna umanizzare gli animali".

Parola di Papa Francesco.




Marino D’Isèp © copyright Marzo 2024

venerdì 8 marzo 2024

POESIA DAL TITOLO: "OCCHI"

 

Poesia


        “Occhi”


Occhi che si schiudono

occhi che cercano la luce

occhi che ancora non vedono

occhi grigi


occhi che spesso piangono

occhi che si strizzano

occhi che cercano la mamma

occhi belli


occhi che indagano

occhi che osservano

occhi che giocano

occhi multicolore


occhi che leggono

occhi che studiano

occhi che apprendono

occhi fanciulli


occhi che guardano

occhi che incontrano sguardi

occhi che desiderano

occhi attenti


occhi che baciano

occhi che toccano

occhi che accarezzano

occhi innamorati


occhi che guardano la vita

occhi che cullano

occhi che nutrono

occhi luminosi


occhi che maturano

occhi che lavorano

occhi che si stancano

occhi familiari


occhi che non vedono le parole

occhi che non vedono i visi

occhi che calzano le lenti

occhi ipovedenti


occhi che cercano occhi

occhi che salutano

occhi che si spengono


Occhi


che si chiudono.


Marino D’Isèp  © Copyright Marzo 2024