Poesia:
Radici
Scavo per cercare le mie radici
chiedo l'aiuto di tutti gli amici
Cerco risposte facendo domande
forse son troppe ne faccio tante
Voglio andare fino in fondo
ne pagherò anche il conto
Non mi fermo davanti a niente
son tante le cose che voglio sapere
Prima di tutto chi mi ha partorito
poi chi ha sentito il mio primo vagito
In un cassonetto mi hanno lasciato
un pensionato mi ha ritrovato
Guardo le foto della mia infanzia
per cercare una somiglianza
Vorrei rintracciare per prima mia madre
e che mi dica chi è mio padre
Se è scappato non mi importa
lo cercherò aprendo ogni porta
I miei genitori son premurosi
non manca niente sono affettuosi
Non è per mancargli di rispetto
anch'io per loro provo affetto
Ma le mie radici devo cercare
altrimenti mai avrò la mia pace
Nel cassonetto ero da solo
non cerco vendetta ma darò perdono
Prego parlare chi sa questa storia
voglio sapere ogni piccola cosa
Son qui da anni e son pallido dentro...
ma fuori son nero se mi vedo riflesso.
Marino D'Isèp
Poesia:
Alcol
Ho iniziato ai miei vent'anni
paura di niente e anni ruggenti
Niente sprizzoni ma bollicine
accompagnati da patatine
Poi un lavoro da essere serio
ma di bere non facevo a meno
Vendevo lusso per il bagno
a fine mese un lauto guadagno
Poi andavo per le Fiere
sempre continuando a bere
A trent'anni metto su famiglia
arriva subito una figlia
Casa lussuosa e whisky di malto
arriva poi un figlio maschio
A quarant'anni la prima crisi
mia moglie per me non ha piú sorrisi
Entro in clinica colmo come un uovo
esco di lí rimesso a nuovo
Dico a mia moglie che sono tosto
ricomincio a bere di nascosto
Perdo il lavoro è una rivoluzione
arriva una lettera di separazione
Sono solo e disoccupato
moglie e figli mi hanno lasciato
Nella mia casa giro ubriaco
non mangio da giorni mi sento uno straccio
Avevo un lavoro e una bella famiglia
ho rovinato tutto
per stare con una bottiglia
Marino D'Isèp
Storia in rima
IN FUGA SUL TRENO
Salgo lentamente sul vagone
ad aiutarmi è il mio bastone
Mi guardo in giro per trovare posto
è tutta gente che non conosco
Ferroviere in pensione mi hanno dato
tessera a chilometraggio illimitato
Sta nella giacca dentro al taschino
me la tengo stretta per benino
Chiedo se è occupato poi mi siedo
quelli di fronte manco mi vedono
Non guardano fuori dal finestrino
ognuno osserva il suo telefonino
Nelle orecchie han dei fili per ascoltare
per farmi sentire dovrei urlare
Mentre viaggiamo io guardo fuori
che belli che sono i panorami coi fiori
Cambiano sempre dopo ogni stazione
ed a me fanno solo bene al cuore
Dalla casa di riposo sono scappato
ad ogni fermata nascondo il capo
Son già alla decima stazione
finora è andata più che benone
All'undicesima ma che peccato
anche stavolta mi hanno beccato
E' sempre lei che viene a cercarmi
ed ogni volta ce la fa a trovarmi
Mi sento braccato e senza rimorso
le faccio un piccolo discorso
Anna inserviente di noi vecchietti
non ci tratti da poveretti
Un viaggetto ogni tanto è salutare
almeno per chi lo riesce a fare
Lei mi risponde sei recidivo
è la quinta volta che gliela combino
Chiama sempre l'ambulanza
è tutta gente di molta creanza
Io faccio quindi il finto tonto
fingo sempre di non rendermi conto
Il ritorno è lento e regolare
mi spiace ero quasi arrivato al mare
Avrei mangiato della frittura mista
alla faccia della dietista
Chiudo gli occhi all'ambulanza mi affido
sulle mie labbra spunta un sorriso
Sto pensando nientemeno
alla prossima volta che prenderò il treno
Marino D'Isèp
