lunedì 2 gennaio 2023

Racconti "L'Angelo custode" e "La scintilla"

 

Racconto

        “L’Angelo Custode”

Quest'anno sta finendo
ed il prossimo sarà per me un anno difficile, già lo so,
così ho convocato il mio “Angelo Custode”,
che conosco da qualche anno.
Com’è che lo conosco?
Beh, intanto l’ho riconosciuto.
Come l’ho riconosciuto?
Quando per puro caso l’ho incontrato, si faceva in quattro per accontentarmi, sempre.
Sulle prime ho pensato che fosse una persona gentile e basta,
ma poi ho capito che mettersi al servizio degli altri per lui era una “missione”.
Mica ha le ali in vista eh?
No no, niente ali in vista, niente tunica, di solito veste un grembiule di colore blu,
il mio colore preferito guarda caso.
E poi non è tanto alto, ma bello grosso si, non grasso eh? Ho detto grosso;
e con una capoccia così!
Si si, una testa così voluminosa che ci starebbero dentro due cervelli secondo me,
perché lui non è solo il “mio” Angelo Custode, è l’Angelo Custode anche di altri.
Io l’ho visto all’opera, si prodiga per tutti quelli che ha intorno, senza sosta,
e se promette una cosa la promessa la mantiene.
Direte: facile! Ha qualcuno che lo aiuta lassù in alto…
No no, lui fa tutto da solo. Il compito glielo ha dato il suo Capo lassù, certo,
ma quaggiù l’Angelo si deve arrangiare, e centra sempre l’obiettivo devo dire.
Lui non sa che l’ho riconosciuto, non glielo ho detto perché non ero proprio sicuro.
ma mano a mano che passava il tempo mi convincevo sempre di più che
quello era “Lui”.
Gli ho detto di passare da me oggi con la scusa di un regalo per l’anno nuovo che
sta arrivando…
Ops! Mi suonano!
Lo faccio entrare ed accomodare sul divano del salotto, poi gli faccio il caffè,
so che gli piace bello forte.
Mentre fa il primo sorso dalla tazzina gli dico che lui è il mio “Angelo Custode”
e l’ho riconosciuto.
Meno male che non gli stavo davanti: ha sputato a spruzzo tutto il caffè che aveva
in bocca, dalla sorpresa.
Lui naturalmente nega di essere quello che in realtà è, ha il segreto professionale e
non può dire niente, altrimenti il suo ruolo sarebbe compromesso, è comprensibile.
Non mi perdo d’animo e pulisco il liquido nero che è finito un poco dappertutto,
poi parto con la mia richiesta, mentre lui mi guarda con la bocca aperta per la sorpresa.
Allora (dico io) quest’anno è stato un anno orribile, e non serve che ti dica perché,
sai già tutto, ma l’anno che sta arrivando sarà per me ancora peggio e tu lo sai,
perciò ti chiedo di guardarmi le spalle in maniera particolare, non sto dicendo di trascurare gli altri, ma di avere un poca di attenzione in più per me.
Ce la fai? Me lo prometti?
Lui mi guarda e mi dice che farà il possibile, poi si alza e va in direzione della porta per uscire.
Lo fermo al volo, lo ringrazio e gli consegno il mio regalo per lui, poi lo guardo allontanarsi.
Poco dopo arriva mia moglie e le racconto tutto.

Circa un’ora dopo sento suonare nuovamente il campanello di casa.
Apro e vedo un furgone con sopra delle luci lampeggianti blu.
Tre tizi, due uomini e una donna vestiti di rosso, con modi molto gentili mi invitano a seguirli e mi dicono che loro si prenderanno cura di me.
Chiedo loro se devo portarmi qualcosa appresso.
Mi rispondono che non serve, dove andremo sono ben attrezzati.
Mi accorgo di non avere indosso gli occhiali e li prego di aspettare un attimo che li devo cercare, li devo avere tolti per pulire il caffè da terra, sono miope e per vedere da vicino non mi servono.
Finalmente li trovo, erano sul tavolo basso del salotto.
Prendo gli occhiali e li sto per inforcare quando una cosa attira la mia attenzione:
sul divano, proprio dove era seduto l’Angelo, c’è una piccola piuma candida.
La prendo con due dita, la guardo da vicino e ci soffio dolcemente sopra;
la piuma ondeggia leggermente.
Allora mi giro e sto per dire a voce alta che quella piccola piuma l’ha lasciata il mio Angelo Custode!
Poi però desisto, i due uomini e la donna mi stanno sorridendo in maniera finta, si vede,
e se gli dicessi della piuma per me sarebbe peggio.
Stringo la piuma nella mano e salgo sull’ambulanza, immagino già dove finirò,
ma non sarò da solo in quel posto, perché l’Angelo non appena si sarà accorto di aver perso la piuma se la verrà a riprendere.
Non potrò certo fargli il caffè, ma mi sono ricordato che devo dirgli un’ultima cosa 
per il prossimo anno.

Mentre l’ambulanza va io sto sul lettino…
e sorrido con la piuma tra le dita.

Marino D’Isèp

29 dicembre 2022


Racconto breve
"La scintilla"
Lui andò al negozio di mercerie.
Aveva necessità di una tenda da interni.
Il colore ce lo aveva già in mente: un blu elettrico fiammante.
La titolare lo indirizzò dalla sua sarta che stava cucendo a macchina nel retrobottega.
Lui la guardò per un po' lavorare, lei nel rumore non si era accorta della sua presenza.
Lo vide ed alzò il piede dal pedale elettrico.
Gli occhi scuri di lei guardarono gli occhi scuri di lui.
Lo salutò con un "Buongiorno" e gli chiese in cosa potesse essergli utile.
Lui ricambiò il saluto e le spiegò della tenda da interni.
Lei gli fece vedere il campionario ben assortito, lui voleva fortemente una tenda in velluto blu elettrico.
Individuò subito il colore ed il tessuto e ci passò sopra il dorso delle dita.
"E' morbido come il pelo di una talpa, ha mai toccato una talpa?"
"Sì, una volta l'ho toccata, era morbidissima".
"E' per quello che mi piace il velluto liscio, non mi stancherei mai di accarezzarlo".
Si accordarono per prendere le misure a casa di lui.
Lei era veloce e pratica del suo lavoro e non ci mise molto.
"Fra tre giorni ripasserò con la sua tenda imbastita"
"Benissimo, la aspetto allora".
Lei suonò da lui.
Lui uscì, la vide e le sorrise, lei ricambiò il sorriso e lo salutò.
"Ecco la sua tenda blu, l'ho quasi finita ma prima voglio fare una prova, non si sa mai.
"Prego, faccia pure, le do una mano se vuole..."
La sarta iniziò ad armeggiare con la tenda che pesava non poco, la tela era spessa.
Lui la aiutava reggendone il peso, poi le mani di lei iniziarono ad agganciare la tenda in alto, gancio dopo gancio.
Lei iniziò da destra, lui fece altrettanto da sinistra.
La mano sinistra di lei e la mano destra di lui, si toccarono.
Nessuno dei due si scusò con l'altro e continuarono il lavoro.
La tenda andava bene, bastava fare qualche piccolo ritocco e sarebbe stata perfetta.
I due iniziarono a smontarla, lei l'avrebbe riportata al negozio ed in breve l'avrebbe completata.
Nello smontaggio la mano destra di lui incontrò nuovamente la mano sinistra di lei.
Come in precedenza non si scusarono e continuarono, lui però notò con la coda dell'occhio un lieve sorriso di lei sulle labbra, allora il suo sguardo andò alla mano sinistra che aveva appena toccato e non vide anelli.
Lei uscì con la tenda blu elettrico che fuoriusciva un poco da un borsone, si salutarono cordialmente.
Lui in quei due brevi tocchi di mano aveva sentito "la scintilla".
Aspettò qualche giorno per vedere se la scintilla perdurava, così fu.
Decise perciò di scrivere per lei queste righe.
Domani gliele porterà.
Marino D'Isèp / 25 dicembre 2022
quando scocca la "scintilla"