“L’Angelo
Custode”
Quest’anno
sta finendo
ed
il prossimo sarà per me un anno difficile, già lo so,
così
ho convocato il mio “Angelo Custode”,
Quest’anno
sta finendo
ed
il prossimo sarà per me un anno difficile, già lo so,
così
ho convocato il mio “Angelo Custode”,
che
conosco da qualche anno.
Com’è
che lo conosco?
Beh,
intanto l’ho riconosciuto.
Come
l’ho riconosciuto?
Quando
per puro caso l’ho incontrato, si faceva in quattro per
accontentarmi, sempre.
Sulle
prime ho pensato che fosse una persona gentile e basta,
ma
poi ho capito che mettersi al servizio degli altri per lui era una
“missione”.
Mica
ha le ali in vista eh?
No
no, niente ali in vista, niente tunica, di solito veste un grembiule
di colore blu,
il
mio colore preferito guarda caso.
E
poi non è tanto alto, ma bello grosso si, non grasso eh? Ho detto
grosso;
e
con una capoccia così!
Si
si, una testa così voluminosa che ci starebbero dentro due cervelli
secondo me,
perché
lui non è solo il “mio” Angelo Custode, è l’Angelo Custode
anche di altri.
Io
l’ho visto all’opera, si prodiga per tutti quelli che ha intorno,
senza sosta,
e
se promette una cosa la promessa la mantiene.
Direte:
facile! Ha qualcuno che lo aiuta lassù in alto…
No
no, lui fa tutto da solo. Il compito glielo ha dato il suo Capo
lassù, certo,
ma
quaggiù l’Angelo si deve arrangiare, e centra sempre l’obiettivo
devo dire.
Lui
non sa che l’ho riconosciuto, non glielo ho detto perché non ero
proprio sicuro,
ma
mano a mano che passava il tempo mi convincevo sempre di più che
quello
era “Lui”.
Gli
ho detto di passare da me oggi con la scusa di un regalo per l’anno
nuovo che
sta
arrivando…
Ops!
Mi suonano!
Lo
faccio entrare ed accomodare sul divano del salotto, poi gli faccio
il caffè,
so
che gli piace bello forte.
Mentre
fa il primo sorso dalla tazzina gli dico che lui è il mio “Angelo
Custode”
e
l’ho riconosciuto.
Meno
male che non gli stavo davanti: ha sputato a spruzzo tutto il caffè
che aveva
in
bocca, dalla sorpresa.
Lui
naturalmente nega di essere quello che in realtà è, ha il segreto
professionale e
non
può dire niente, altrimenti il suo ruolo sarebbe compromesso, è
comprensibile.
Non
mi perdo d’animo e pulisco il liquido nero che è finito un poco
dappertutto,
poi
parto con la mia richiesta, mentre lui mi guarda con la bocca aperta
per la sorpresa.
Allora
(dico io) quest’anno è stato un anno orribile, e non serve che ti
dica perché,
sai
già tutto, ma l’anno che sta arrivando sarà per me ancora peggio
e tu lo sai,
perciò
ti chiedo di guardarmi le spalle in maniera particolare, non sto
dicendo di trascurare gli altri, ma di avere un poca di attenzione in
più per me.
Ce
la fai? Me lo prometti?
Lui
mi guarda e mi dice che farà il possibile, poi si alza e va in
direzione della porta per uscire.
Lo
fermo al volo, lo ringrazio e gli consegno il mio regalo per lui, poi
lo guardo allontanarsi.
Poco
dopo arriva mia moglie e le racconto tutto.
Circa
un’ora dopo sento suonare nuovamente il campanello di casa.
Apro
e vedo un furgone con sopra delle luci lampeggianti blu.
Tre
tizi, due uomini e una donna vestiti di rosso, con modi molto gentili
mi invitano a seguirli e mi dicono che loro si prenderanno cura di
me.
Chiedo
loro se devo portarmi qualcosa appresso.
Mi
rispondono che non serve, dove andremo sono ben attrezzati.
Mi
accorgo di non avere indosso gli occhiali e li prego di aspettare un
attimo che li devo cercare, li devo avere tolti per pulire il caffè
da terra, sono miope e per vedere da vicino non mi servono.
Finalmente
li trovo, erano sul tavolo basso del salotto.
Prendo
gli occhiali e li sto per inforcare quando una cosa attira la mia
attenzione:
sul
divano, proprio dove era seduto l’Angelo, c’è una piccola piuma
candida.
La
prendo con due dita, la guardo da vicino e ci soffio dolcemente
sopra;
la
piuma ondeggia leggermente.
Allora
mi giro e sto per dire a voce alta che quella piccola piuma l’ha
lasciata il mio Angelo Custode!
Poi
però desisto, i due uomini e la donna mi stanno sorridendo in
maniera finta, si vede,
e
se gli dicessi della piuma per me sarebbe peggio.
Stringo
la piuma nella mano e salgo sull’ambulanza, immagino già dove
finirò,
ma
non sarò da solo in quel posto, perché l’Angelo non appena si
sarà accorto di aver perso la piuma se la verrà a riprendere.
Non
potrò certo fargli il caffè, ma mi sono ricordato che devo dirgli
un’ultima cosa
per
il prossimo anno.
Mentre
l’ambulanza va io sto sul lettino…
nti: