domenica 14 maggio 2023

TRE POESIE: (una breve) "Poesia d'Amore" ; "Mi chiamano il Re" e "L'amore ritrovato"

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(una breve)
Poesia d'amore

Tènere mani mi cingono il viso
Morbide labbra da baciare
Occhi chiusi per sognare
Voci che escono per raccontarsi
Piccoli momenti diventano grandi
Occhi neri a cogliere i tuoi pensieri
Occhi azzurri che per parlare
non hanno bisogno di parole
Marino D'Isèp


Poesia

Mi chiamano il Re
Mi chiamo Gioacchino
faccio il becchino
scavo le fosse
per uomini e donne
Quale sia il loro sesso
per me fa lo stesso
due metri per uno
non escludo nessuno
e piú ci do dentro
piú passa il tempo
In paese mi chiamano il Re
perché tutti stan sotto di me
Per chi è arrivato
il suo tempo è passato
allora mi sposto
nell'angolo piú nascosto
Osservo la processione
ci sono anche le suore
i chirichetti
si fanno i dispetti
Chi porta la cassa
è in giacca e cravatta
il prete l'acqua sparge
qualcuno adesso piange
Caro prete datti da fare
per stasera devo finire
domani ho un altro cliente
devo fargli una fossa accogliente
La cerimonia è finita
celebrata la morte torna la vita
adesso tocca a me
col mio lavoro da Re
Mi impegno braccia e schiena
mi aspettano per cena
la fossa ben la chiudo
ma certo non mi illudo
perché verrà il mio tempo
e anch'io ci andrò la dentro
Parrebbe un'avventura
non avrò certo paura
non saran momenti brutti
tanto qui conosco tutti
Mi metterò paziente ad aspettare
il Giudizio Universale
e per passare meglio il tempo
parlerò con quelli a fianco
sperando arrivi un fiorellino
per il defunto Re Gioacchino
Marino D'Isèp



Poesia
L'amore ritrovato
Ti guardo negli occhi
e li vedo brillare
ne capisco il motivo
mi vorresti amare
Me lo hai fatto ben capire
sei stata sincera
hai voluto parlarmi
tra pomeriggio e sera
Io sono indeciso
sono un'anima pensante
il dolore che mi porto
è veramente grande
Ci penso e ci ripenso
non voglio farti male
ma allo stesso tempo
sulla ferita non voglio sale
Mi hai detto ti aspetto
ho tempo da darti
ci volesse un anno
io posso aspettarti
Non voglio prenderti in giro
non so se basta un anno
non so quanto ci vuole
per aggiustare il mio danno
Ora siamo vicini
adesso tu mi tocchi
ho un brivido nella schiena
mi guardi tu negli occhi
Ti avvicini al mio viso
lo so vorresti un bacio
tu vorresti correre
io andare adagio
Alfine tu ti accosti
le nostre labbra fremono
scocca il primo bacio
le bocche si appartengono
Un lungo abbraccio ci stringe
le mani fanno presa
questo primo forte contatto
si rivela una sorpresa
La mia paura fugge
mi hai fatto tu guarire
con questo tuo primo bacio
ritrovo con te l'amore
Marino D'Isèp © giugno 2023


Tutte le reazion

venerdì 12 maggio 2023

Poesia: In piedi in mezzo al sangue (the war)

 Poesia

In piedi in mezzo al sangue (the war)

La guerra continua
spietata ed assassina
Una guerra bastarda
che negli occhi ti guarda
Che se chiedi pietà
non ti ascolterà
Gli spari e le bombe
riempion le tombe
Quelli scappati
non son piú tornati
Chi invece è rimasto
fatica ad avere un pasto
È tutto distrutto
città e paesi in lutto
È colpa dell'uomo
se le guerre ci sono
Fabbricanti di armi
si fregan le mani
Ordigni piú potenti
per ammazzar le genti
Nei rifugi si prega
dall'alba alla sera
Per finire la guerra
che tremar fa la terra
Gli interessi son tanti
non si sa neanche quanti
Si accettano scommesse
su chi sarà il vincente
Che danzerà festante
in piedi in mezzo al sangue
Al sangue della gente
che non sapeva niente

Marino D'Isèp

venerdì 5 maggio 2023

Una piccola(e divertente) storia d'amore

 Una piccola storia d'amore

La guardavo ogni sera
estate autunno inverno e primavera
Mi appostavo alla finestra
e guardavo alla mia destra
Lei al solito orario sbucava
ed a me la testa girava
Era mora e corpo sinuoso
passo leggero ed armonioso
Nei miei sogni le andavo incontro
lei per me aveva un bacio pronto
Poi mi svegliavo e mi dicevo
mai ti vorrà e mi sentivo scemo
Un giorno però ebbi coraggio
andai dal fiorista e presi un omaggio
Mi misi nascosto da una colonna
intanto pregavo la Madonna
Quando la vidi di mille colori
allungai la mano con i fiori
Lei rimase un poco stupita
toccò poi i fiori con le dita
Mi scusi sono un po' impacciato
mi sento anche un pochino sudato
Non la volevo importunare
è da un po' che la vedo passare
Si di questo mi ero accorta
stava alla finestra vicino alla porta
Lei è proprio una bella donna
mi permette di uscire dalla colonna?
Si potrebbe presentare
cosa dice si può fare?
Ha ragione mi chiamo Fabrizio
ora e sempre al suo servizio
Lei si fece una bella risata
almeno l'avevo rallegrata
Accettò i fiori si chiamava Gloria
iniziò così la nostra storia
Di passeggiare sul lungomare
non finivamo mai di fare
Poi con la scusa di un pasticcino
finalmente le diedi il primo bacino
Lei ricambiò senza esitare
era buio cullati dal mare
Iniziai poi a toccarla con un dito
il resto però non ve lo dico
Sono tre anni che siamo morosi...
domenica saremo novelli sposi

Marino D'Isèp