POESIA
"IN UN ATTIMO"
Ti inerpicasti sospeso come un Cristo in croce
Mi guardasti con occhi chiusi veggendo il futuro
Il passato fu remoto
Il presente fu passato
In un attimo vissi.
Marino D’Isèp © copyright Settembre 2025
POESIA
"IN UN ATTIMO"
Ti inerpicasti sospeso come un Cristo in croce
Mi guardasti con occhi chiusi veggendo il futuro
Il passato fu remoto
Il presente fu passato
In un attimo vissi.
Marino D’Isèp © copyright Settembre 2025
RACCONTO: “Il maialino”
Il
marinaio Barchetto navigava con la sua barca in acque sicure con la
sua fornita riserva di scatolame ed acqua.
Non attraccava mai a
nessun molo e gettava l’ancora fuori dalle acque territoriali per
sicurezza.
Dopo anni di navigazione le sue provviste finirono,
così anche l’acqua, e Barchetto fu costretto ad attraccare al
primo porticciolo disponibile.
Legò la barca e si incamminò in
cerca di derrate alimentari.
I primi umani che vide stavano in
cima a delle palme a staccare le noci di cocco, uno di loro scese e
guardò Barchetto.
Il marinaio spiegò a gesti che aveva bisogno
di cibo, allora l’uomo gli diede otto grosse noci di cocco pronte
da mangiare.
Barchetto ringraziò e risalì sulla sua barca,
riprendendo il viaggio.
Dopo dieci minuti approdò su di
un’isoletta, dove trovò delle donne intente a raccogliere
banane.
Il marinaio spiegò loro, sempre a gesti, che voleva da
mangiare. Una donna gli diede un intero casco di banane e Barchetto
riprese il mare.
Un’ora dopo approdò in un altro molo, scese
e vide del fumo uscire da una capanna dove all’ interno stavano
cuocendo del pane.
Il marinaio si fece capire e gli diedero un
sacco pieno di pane fragrante.
Riprese la navigazione e dopo
poco giunse su di un’isoletta, dove sentì subito un buon profumo
di carne alla brace.
La indicò agli indigeni, che gli
regalarono un maialino intero appena cotto.
Tornò alla barca
col suo bel regalo e si avviò.
Capitò poi su di un’isola dove
si stava svolgendo un matrimonio locale.
Fu subito invitato a
partecipare e Barchetto mangiò e bevve a quattro palmenti.
Con
la pancia piena risalì sulla barca facendo poi scalo in un altro
porticciolo.
Qui trovò una situazione di povertà: niente noci
di cocco, niente banane, niente pane, niente maialino, niente festa
nuziale. Solamente una piccola tribù triste e denutrita.
Barchetto
chiese allora dell’acqua
Di quella ce n’era assai, grazie ad
un torrente che scorreva verso il mare.
Al marinaio venne data
una capiente cisterna, che lui riempì fino all’orlo, poi ritornò
alla barca.
Si allontanò fuori dalle acque territoriali e buttò
l’ancora per passare la notte.
L’imbarcazione, carica di
tutti i regali, galleggiava a stento, e Barchetto nell’intento di
prendere il maialino e mangiarselo ne causò l’ondeggiamento.
La
barca iniziò a riempirsi d’acqua e nel giro di cinque minuti
affondò impietosamente con il suo carico di provviste.
Nella
notte fonda il marinaio galleggiava a pelo d’acqua, sottobraccio
stringeva il maialino cotto alla brace, attorno a lui nessuno a cui chiedere
aiuto.
Marino D’Isèp © copyright Agosto 2025
COMPONIMENTO DAL TITOLO : "CHAT"
"CHAT"
Ci siamo conosciuti
era tutto virtuale
due foto quattro righe
il meglio che si può fare
Chi sei che cosa fai?
e tu che mi racconti?
solo cose positive
facciamo i nostri conti
Noi sulla stessa barca
talvolta il timone manca
divorziati/single/separati
a volte l'imbarcazione sbanda
Dove ci vediamo allora?
posti pubblici e affollati
è meglio non fidarsi
dei luoghi desolati
Piacere sono io
sei come nelle foto
parlami un po' di te
io lo farò dopo
L'incontro è sul finire
abbiamo dato il meglio
gli abiti eran giusti
neanche uno sbadiglio
Ognuno ha già pensato
quel che vorrà fare
l'impressione conta
ma non si dà a vedere
Ce ne torniamo a casa
il numero l'abbiamo
sta dentro ad una tasca
se squilla...poi vediamo
Marino D'Isèp © copyright Agosto 2025